Il sogno di Flavio Cobolli si spegne in finale: Alexander Zverev è il nuovo campione del Roland Garros. Il tedesco può finalmente scrollarsi di dosso l’etichetta dell’eterno incompiuto, perché alla quarta finale Slam riesce ad alzare il trofeo. Esce a testa altissima Cobolli, che si arrende solo al quinto set e dopo più di 4 ore di battaglia, al termine di un torneo che, nonostante le assenze di Musetti e Sinner, ha visto tre italiani spingersi fino ai quarti di finale e due in semifinale.
Fino a pochi giorni fa era considerato “il più forte giocatore a non aver mai vinto uno Slam”. A Zverev, infatti, è sempre mancato l’ultimo passo: dalla finale degli US Open 2020 persa da due set di vantaggio contro Thiem alle sconfitte con Alcaraz e Sinner a Parigi (2024) e Melbourne (2025), per il tedesco quella degli Slam era diventata una vera e propria maledizione. Ma un Roland Garros senza Sinner, Alcaraz e Djokovic (uscito al terzo turno) era un’occasione troppo ghiotta.
La partita, com’era prevedibile, non è stata indimenticabile dal punto di vista dello spettacolo. Da un lato, infatti, Flavio Cobolli, alla sua prima finale Slam dopo il derby azzurro non disputato in semi per il ritiro di Arnaldi, è partito visibilmente teso. Come del resto era Zverev, arrivato all’ultimo atto finalmente da favorito e con addosso tutte le pressioni del caso. L’inizio partita del tedesco è convincente, con Cobolli che cede pronti via il servizio ed è sempre costretto a rincorrere. Zverev è incisivo al servizio e, sorprendentemente, anche dal lato del dritto, e si porta a casa il primo parziale per 6-1.
Con il passare dei minuti Cobolli si scioglie, riesce sempre più a liberare il diritto e accoglie con favore gli errori di Zverev nel settimo game del secondo set, che valgono il break dell’1-1. L’azzurro, però, restituisce il favore sul 4-5 nel terzo set: decimo game perso al servizio e sopra 30-0 e terzo parziale in favore del tedesco. Nel quarto set Flavio sa di dover dare tutto per rimontare ancora, e lo fa. Va per due volte avanti di un break, non basta, ma al tie-break (dopo la paura per una voleé alta steccata sul primo set point) chiude per 7 punti a 5 mandando la sfida al quinto. Dove però Cobolli non ha più energie: Zverev non trema e chiude per 6-1 dopo 4 ore e 19 minuti, lasciandosi andare sulla terra del Philippe Chatrier, proprio dove tre anni fa rischiò di concludere la sua carriera in seguito a un terribile infortunio alla caviglia contro Nadal. Dalle urla di dolore alle lacrime di gioia per Zverev, contrapposte alla delusione ma soprattutto l’orgoglio di Cobolli, che esce a testa altissima dal torneo della vita, proiettato in una nuova dimensione dove è lecito puntare in alto. A partire dalle Finals di Torino.
Queste le dichiarazioni di Flavio Cobolli, finalista al Roland Garros 2026, rilasciate in conferenza stampa:
Voglio congratularmi con Zverev, si è meritato più di me il titolo. Ma voglio anche ringraziare me stesso, non mi sarei mai aspettato di disputare un torneo del genere. Devo essere fiero di me stesso e non fermarmi, questo è un punto di partenza. Nel quinto set il mio corpo mi ha abbandonato, avvertivo crampi al polpaccio e poi qualcosa anche al quadricipite. Ci riproverò e ci riproverò ancora. Ho meritato di arrivare fin qui, ora ho una consapevolezza diversa. Quando raggiungi la prima finale, perché non la seconda?
Queste le parole di Alexander Zverev, campione del Roland Garros 2026, rilasciate durante la cerimonia di premiazione:
Su questo campo, con il trofeo tra le mani, ho vissuto il momento migliore della carriera dopo aver vissuto il peggiore, con sette legamenti della caviglia e due ossa rotte. Ora sono più tranquillo, sarò sempre un campione Slam e nessuno potrà togliermi questo titolo di dosso. Forse questo mi darà più tranquillità quando giocherò un’altra finale. È un trofeo davvero importantissimo per me.
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